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  • Dallo Psicologo quando vuoi!

    Date: 2013.08.28 | Category: Domande Frequenti | Response: 0

    Mal di testa? Prendo una pillola!
    Sento il bisogno di parlare con qualcuno che possa capirmi e aiutarmi in un momento difficile? Prendo un appuntamento!

    Mi capita spesso di sentire la domanda: “Dott.ssa, secondo lei di quante sedute ho bisogno per stare meglio?” e di rispondere ad essa spiegando che non è possibile stabilirlo a priori, ogni persona è diversa, quindi ognuno ha i suoi tempi e il suo modo di reagire al disagio psicologico.
    Questa risposta, però, non è sempre sufficiente. I clienti, a volte, mi guardano dubbiosi e preoccupati…è difficile prendere un impegno a lungo termine. Non tutti siamo disposti a farlo, nemmeno quando si tratta della nostra salute.
    Questa difficoltà mi ha fatto riflettere molto e mi ha portato a definire una modalità particolare di supporto psicologico: Dallo Psicologo quando vuoi!
    Chi ha detto che per sentirsi meglio e capire meglio sé stessi, sia necessario fare anni di analisi? Esistono persone che hanno bisogno di parlare con un professionista competente, che possa aiutarli a vedere la loro situazione con occhi diversi, a capire come sia possibile interrompere il circolo vizioso che li blocca facendoli stare male.
    Ma cos’è questo stare male? Questo disagio psicologico?
    Il disagio psicologico non è un fenomeno raro. Infatti, stare male psicologicamente, non significa essere matti, ma coinvolge tutta una serie di malesseri, non sempre facilmente riconoscibili e spiegabili, che fanno soffrire più di una malattia fisica.
    Stare male psicologicamente significa avere paura di qualcosa, qualcosa che però se ci fermiamo a riflettere sappiamo essere innocuo.
    Vuol dire essere molto tristi, così tristi da non trovare conforto in nulla.
    Significa avere dei comportamenti che ci fanno sentire diversi dagli altri.
    Significa avere dei pensieri fissi che si ostinano a stare nella nostra mente e noi non sappiamo come mandarli via.
    La sofferenza psicologica ci provoca un disagio interno che il più delle volte non è percepito da chi ci sta vicino, anche perché abbiamo paura che gli altri si accorgano che ci sentiamo diversi. Ecco che allora diventiamo abili a nascondere le nostre ansie, a inventare scuse per non uscire, a prenderci in giro dicendo “non sto bene, ma non è niente…”.
    Purtroppo, non sempre siamo attenti alla nostra salute psicologica, questo perché esiste ancora il rifiuto dell’esperto in salute psichica, considerato per scarsa conoscenza, il medico dei matti.
    Chi è lo Psicologo? È un esperto che ha seguito uno specifico training di formazione per apprendere come trattare il malessere psichico. Lo Psicologo è formato e preparato per l’ascolto, la valutazione, la diagnosi, l’orientamento e il supporto, riguardo a tutti i disagi e disturbi psicologici. È la principale figura di riferimento per chi vede compromesso il proprio benessere generale.
    Andare dallo Psicologo, dunque, non vuol dire essere “matti” o “diversi”, ma essere responsabili, prendersi cura della propria salute nel senso più ampio, migliorando la propria qualità di vita.
    Altro errore che spesso si fa, è pensare che andare dallo Psicologo significa prendersi un impegno di anni. Questo scoraggia chi sente di aver bisogno di aiuto, che a volte rinuncia per la paura di non poterselo permettere.
    Un tempo, effettivamente, il cliente medio di uno Psicologo era ricco e disposto ad affrontare anni di sedute settimanali, allo scopo di risolvere antichi conflitti fonte di disagio. Oggi, invece, la Psicologia è per tutti!
    Esistono differenti possibilità di sostegno e gli psicologi diventano sempre più bravi a risolvere problemi quotidiani in breve tempo. Inoltre, vi sono molti clienti che dopo il primo colloquio si sentono diversi, più forti e in grado di affrontare più serenamente i problemi quotidiani.
    Sicuramente un solo colloquio non è indicato per tutti, ma sembra essere efficace quando:

    • c’è un problema specifico
    • il cliente ha bisogno di un check-up sulla sua salute mentale
    • il cliente viene accompagnato da persone di fiducia che sono disposte ad aiutarlo
    • il cliente si sente ostacolato da sentimenti forti rispetto ad eventi passati
    • il cliente ha un problema insolubile, cioè legato ad una situazione che non può essere cambiata.

    La modalità Dallo Psicologo quando vuoi! dà la possibilità a tutti di usufruire del supporto psicologico quando se ne sente il bisogno. Quando soffriamo di mal di testa, prendiamo una pillola, allo stesso modo, quando sentiamo il bisogno di parlare con qualcuno che possa capirci e aiutarci in un momento difficile, prendiamo un appuntamento. Questo è il senso di Dallo Psicologo quando vuoi!, decidere di andare dallo Psicologo quando realmente ne sentiamo la necessità, senza dover inevitabilmente caricarci di un impegno a lungo termine.

    Contatta la Dott.ssa Scala per qualunque dubbio o informazione

    Cell: 340 8676986

    Web: www.psicologatrapani.it

    e-mail: [email protected]

     

  • Corso I Disturbi del Comportamento Alimentare: diagnosi, trattamento e prevenzione

    Date: 2012.08.30 | Category: Corsi di Formazione | Response: 0

    Dott.ssa Manuela Scala – Psicologa
    Via G. Marconi, 275 – Trapani
    www.alimente.it – [email protected]

    A chi è rivolto:

    il corso è rivolto a psicologi e laureandi in psicologia.

    Obiettivi Formativi:
    – Fornire le conoscenze teorico/pratiche necessarie per un’accurata definizione diagnostica dei Disturbi del Comportamento Alimentare
    – Fornire le basi per identificare il percorso terapeutico appropriato alla gestione dei Disturbi del Comportamento Alimentare
    – Definire i principali fattori di rischio e di protezione legati ai Disturbi del Comportamento Alimentare

    Programma del corso:
    MODULO 1. I Disturbi del Comportamento alimentare: definizione e caratteristiche
    1. I DCA
    2. Caratteristiche cliniche generali
    3. Cause o fattori di rischio?
    4. Le conseguenze dei DCA
    4.1 Gli effetti del vomito auto-indotto e del consumo di lassativi
    4.2 Gli effetti della malnutrizione
    5. Anoressia Nervosa
    6. Bulimia Nervosa
    7. Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    MODULO 2. Disturbi del Comportamento Alimentare: la valutazione del paziente
    1. La diagnosi dell’Anoressia Nervosa
    1.1 Diagnosi differenziale
    2. La diagnosi della Bulimia Nervosa
    2.1 Diagnosi differenziale
    3. La diagnosi del BED
    3.1 Diagnosi differenziale
    4. Alcuni test utili per la diagnosi
    4.1 Eating Attitude Test-26
    4.2 Binge Eating Trigger Questionnaire
    4.3 I test per misurare i check del corpo
    Appendice

    MODULO 3. Immagine corporea e ruolo della società
    1. L’immagine corporea nei DCA
    2. Apparenza fisica e immagine corporea
    3. I significati simbolici del cibo
    4. I siti web pro-anoressia
    4.1 Chi è Ana?
    4.2 Il credo di Ana
    4.3 10 comandamenti
    4.4 Motivi per non mangiare
    4.5 Trucchi
    4.6 Come non destare sospetti
    5. Il ruolo dei mass media
    6. Il ruolo della famiglia

    MODULO 4. Presentazione di cinque casi clinici con esercitazione (solo per chi vuole ricevere l’attestato di partecipazione)

    MODULO 5. Meccanismi di mantenimento dei DCA
    1. Fattori di rischio
    2. Fattori precipitanti
    3. Fattori perpetuanti
    4. I comportamenti di compenso
    5. Fattori culturali
    6. Differenze fra alimentazione disturbata e alimentazione normale
    7. Il perfezionismo
    7.1 Come si diventa perfezionisti?
    7.2 Il perfezionismo nel DCA
    8. Potenziali meccanismi di mantenimento determinati dai check del corpo

    MODULO 6. Le terapie più efficaci
    1. Quale terapia?
    2. Anoressia Nervosa: qual è la terapia più efficace?
    2.1 Terapia cognitivo-comportamentale
    2.2 Terapia psicodinamica
    2.3 Terapia familiare
    2.4 Farmacoterapia
    2.5 Ospedalizzazione
    3. Come orientarsi nella scelta del trattamento
    4. Bulimia Nervosa: qual è la terapia più efficace?
    5. Disturbo da Alimentazione Incontrollata: qual è la terapia più efficace?
    6. Un approccio multidisciplinare ai DCA
    7. La prevenzione
    7.1 Le fasi di un progetto di prevenzione dei DCA e dell’obesità
    7.2 Gli obiettivi di un progetto di prevenzione dei DCA e dell’obesità
    8. I disturbi alimentari: prevenzione e trattamento
    8.1 Il medico di famiglia
    8.2 Il nutrizionista
    8.3 Lo psicologo
    8.4 Lo psichiatra
    8.5 L’orientatore familiare

    Metodologia Didattica:
    Il corso di formazione si svolge online. Il materiale è costituito da 6 moduli in .pdf e dal test finale (solo per chi desidera attestato di partecipazione), che verranno inviati per e-mail  cadenza settimanale. Il corso può essere frequentato in ogni momento dell’anno.

    Attestato finale:
    Chi desidera l’attestato di partecipazione al corso dovrà sostenere la prova intermedia (analisi e discussione di un caso clinico) e quella finale (un test a risposta aperta o multipla). In questo caso, all’atto dell’iscrizione deve indicare l’eventuale titolo da far precedere al nome e cognome nell’attestato.

    Docente del corso: dott.ssa Manuela Scala, psicologa, orientatrice familiare e conduttrice di Training Autogeno.

    Costo del corso: 150 euro.
    COSTO PROMOZIONALE: 250 euro (invece che 350 euro) per chi decide di usufruire del pacchetto:
    Corso 1 I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: DIAGNOSI, TRATTAMENTO E PREVENZIONE
    +
    Corso 2 TRAINING AUTOGENO E DISTURBI ALIMENTARI

    Modalità di pagamento:
    – Versamento su carta postepay effettuato con i dati del corsista da qualunque ricevitoria autorizzata o dalla posta
    – Bonifico bancario, solo se da conto intestato a nome del corsista

    Iscrizione:
    È possibile presentare la domanda di iscrizione, tramite apposito modulo
    – via e-mail, allegando il modulo compilato, all’indirizzo [email protected]
    – via posta prioritaria all’indirizzo: Studio professionale dott.ssa Manuela Scala, via G. Marconi, 275 – 91016 Erice (TP)
    Il modulo per l’iscrizione deve essere richiesto alla Dott.ssa Scala.

    Per informazioni:
    Cell: 340 8676986
    e-mail: [email protected]
    web: www.psicologatrapani.it

  • Guida pratica all’EDS per Psicologi

    Date: 2012.08.27 | Category: Corsi di Formazione | Response: 0

    Studio “AliMente”
    Dott.ssa Manuela Scala – Psicologa
    www.alimente.it – www.esamedistatopsicologia.it – www.psicologatrapani.it
    [email protected]

    L’obiettivo della Guida pratica all’EDS è di fornire uno strumento per organizzare il materiale da studiare per l’Esame di Abilitazione alla professione di Psicologo, in modo funzionale e ragionato.
    La nostra Guida pratica all’EDS fornisce una preparazione approfondita su:
    – Psicologia generale
    – Psicologia sociale
    – Sviluppo ed educazione
    – Metodologia e testistica
    – Professione e deontologia
    – Autori e teorie.
    Gli aspetti pratici che caratterizzano la nostra Guida prendono avvio con la metodologia di impostazione della Prima Prova:
    – Come svolgere la prima prova
    – Tipologie di traccia e schemi di svolgimento
    – 37 temi svolti su molteplici tematiche
    – Tracce uscite negli anni precedenti.
    Inoltre, la nostra Guida approfondisce la stesura del progetto, spiegando passo dopo passo la migliore strategia per impostarlo al meglio. Fornisce inoltre un’ampia gamma di progetti già svolti, riguardanti molteplici argomenti psicologici, sociali, scolastici e clinici.
    Altro aspetto affrontato nella Guida è lo svolgimento del caso clinico, in particolare sono sviluppati i seguenti punti:
    1. Come impostare il caso clinico
    – Come iniziare il compito
    – Come fare l’inquadramento diagnostico
    – Alberi decisionali per la diagnosi differenziale
    – Quali aree approfondire
    – Quali test utilizzare
    – Quali interventi proporre
    – Esempi di tracce per esercitarsi nell’analisi del caso.
    2. Asse I DSM-IV: Disturbi con criteri diagnostici e diagnosi differenziale
    3. Disturbi dell’Infanzia e dell’Adolescenza: inquadramento diagnostico e diagnosi
    differenziale.
    Nella Guida sono anche presenti 26 esempi di casi clinici, riguardanti differenti disturbi e problematiche psicologiche e sociali.
    Infine, per la preparazione alla Prova Orale sono approfonditi i seguenti aspetti:
    – Codice deontologico
    – Professione di Psicologo e legge 56/89
    – Come impostare la relazione di tirocinio
    – Le domande più frequenti alla prova orale

    La Guida pratica all’EDS è costituita da 4 moduli:
    MODULO 1
    – Parte teorica costituita da un manuale digitale di 147 pagine
    – Parte pratica: elementi essenziali del tema; i tipi di traccia e i modi di svolgimento; errori
    da evitare e consigli strategici
    – Tracce precedenti
    – 37 temi svolti.

    ARGOMENTI DEI TEMI SVOLTI:
    • Memoria e apprendimento
    • Lo sviluppo della memoria
    • La personalità
    • Lo sviluppo della personalità
    • L’apprendimento
    • Imparare ad apprendere
    • Le emozioni
    • Lo sviluppo delle emozioni
    • A che cosa serve la psicologia
    • L’adolescenza
    • Differenze e punti in comune del metodo psicodinamico, cognitivo-comportamentale e
    sistemico-relazionale
    • Fattori affettivi e cognitivi nel cambiamento psicologico
    • Il giovane adulto
    • I modelli teorici della psicologia
    • I modelli mentali
    • Gli esperimenti di Schachter e Singer; Gli esperimenti di Milgram sull’obbedienza
    all’autorità
    • Il pensiero
    • La cognizione sociale
    • La comunicazione e il linguaggio
    • La motivazione
    • La percezione
    • La teoria della mente
    • L’attenzione
    • L’intelligenza
    • Lo sviluppo socio-cognitivo
    • L’osservazione in psicologia
    • Metodo sperimentale e metodo clinico a confronto
    • Modelli e teorie della psicologia
    • Punti di forza e di debolezza della psicologia come scienza
    • Teorie dei gruppi e relativo esperimento
    • Teorie dello sviluppo
    • I test psicologici
    • Tecniche per la raccolta dei dati in psicologia
    • Il processo di ricerca in psicologia
    • Il processo diagnostico
    • Il colloquio clinico
    • I metodi di ricerca in ambito psicologico

    MODULO 2
    – Parte teorica costituita da un manuale digitale di 89 pagine
    – Come strutturare il progetto
    – Tracce precedenti per esercitarsi nell’impostazione del progetto
    – Progetti svolti.

    ARGOMENTI TRATTATI NEI PROGETTI SVOLTI:
    • Bullismo
    • Dispersione scolastica
    • Disturbi Specifici dell’Apprendimento
    • Educare alla relazione
    • Educazione alimentare
    • Educazione sessuale
    • Sostegno psicologico
    • Integrazione culturale
    • Desiderabilità sociale
    • Migliorare il clima in classe
    • Aumentare la qualità della vita scolastica
    • Orientamento al lavoro
    • Pet-therapy
    • Disturbi del comportamento alimentare
    • Psicomotricità
    • Sportello di ascolto psicologico
    • Sostegno alle categorie svantaggiate

    MODULO 3
    – Parte teorica costituita da un manuale di 49 pagine
    – DSM-IV TR in formato multimediale
    – Come impostare il caso clinico per l’adulto
    – Come impostare il caso clinico per infanzia e adolescenza
    – Il caso organizzativo: analisi organizzativa, selezione e valutazione del personale
    – Tracce per esercitarsi nella discussione del caso
    – Casi clinici svolti.

    ARGOMENTI DEGLI ESEMPI DI CASI CLINICI:
    • Ansia da esame
    • Attacchi di panico e disturbi d’ansia
    • Bulimia
    • Ritardo mentale
    • Anoressia
    • Delirium
    • Demenza
    • Depressione
    • Dipendenza
    • Dismorfofobia
    • Disturbi d’ansia
    • Disturbi del comportamento alimentare
    • Disturbi di personalità
    • Disturbo fonologico
    • Epilessia
    • Problematiche familiari
    • Disturbo ossessivo-compulsivo
    • Fobie
    • Problematiche adolescenziali
    • Interdizione
    • Problemi di coppia
    • Sindrome di Asperger
    • Delirio

    MODULO 4
    – Riferimenti legislativi e codice deontologico
    – Domande frequenti alla prova orale
    – Come impostare la relazione di tirocinio.

    Per maggiori info
    web: www.alimente.it    –   www.psicologatrapani.it
    e-mail: [email protected]
    cell Dott.ssa Scala: 340 8676986

  • Disturbi del Comportamento Alimentare

    Date: 2012.07.19 | Category: Disturbi Psicologici | Response: 0

    Con il termine Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA) si fa riferimento ad un disturbo o disagio caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo. Nei disturbi alimentari l’alimentazione può assumere caratteristiche assai disordinate, caotiche, ossessive e ritualistiche tali da compromettere la possibilità di consumare un pasto in modo “abbastanza normale” e da mantenere normali attitudini verso il cibo e il momento del pasto.

    Anoressia
    Di solito si comincia con una dieta dimagrante: tutto ciò che si desidera, apparentemente, è migliorare e controllare la propria immagine. La persona anoressica non si sente mai abbastanza magra.
    Tra i sintomi, la fame viene negata, si cade nel calcolo ossessivo delle calorie e nel controllo spasmodico del peso. Ci si illude che cambiando il proprio corpo sia possibile cambiare anche la propria vita. Questo tipo di disturbo si manifesta in modo molto evidente: il corpo, scarno e denutrito, diviene una tela su cui dipingere l’immagine di un dolore interiore, un disagio che le parole non possono esprimere.
    L’anoressia può portare danni molto gravi alla salute come insufficienza renale, alterazioni cardiovascolari, perdita dei capelli e dei denti. Spesso si verifica il blocco del ciclo mestruale che, se permane a lungo, può causare l’osteoporosi.
    Spesso anoressia e bulimia si alternano ciclicamente: la persona anoressica, che non riesce più a controllare la fame, cede all’istinto e si punisce con il vomito autoindotto.

    Bulimia
    Nella bulimia si instaura una dipendenza dal cibo, come quella dalla droga o dall’alcol. La vita si svolge mangiando e vomitando incessantemente. Il senso di colpa è devastante e lascia la persona in un circolo vizioso senza fine.
    Oltre alle abbuffate e al vomito, alcuni dei sintomi attraverso i quali si declina la bulimia sono condotte compensatorie come l’eccessivo esercizio fisico e l’abuso di lassativi e diuretici.
    La bulimia, nonostante spesso rappresenti l’altro lato della medaglia delle persone anoressiche che non riescono più a controllare la fame, lascia sul corpo segni meno evidenti: per questo è più difficile da riconoscere rispetto all’anoressia.

    Binge Eating Disorder
    Il Binge Eating Disorder (Disturbo da Alimentazione Incontrollata), è caratterizzato da due componenti: il desiderio di dimagrire e da contemporanei, ricorrenti episodi di perdita di controllo sul cibo, dovuti a nervosismo, emotività, noia, malinconia; queste sono le cosiddette Abbuffate conpulsive.
    Perché si possa parlare di Binge Eating Disorder occorre che coesistano un certo numero di comportamenti:

    • le abbuffate devono avvenire almeno due volte alla settimana;
    • devono verificarsi per un periodo di almeno sei mesi;
    • in genere sono indipendenti dallo stimolo della fame;
    • quasi sempre avvengono in solitudine;
    • il soggetto non trova gratificazione, ma prova un senso di colpa;
    • non esistono meccanismi di compensazione (come nella bulimia: vomito, lassativi, esagerato esercizio fisico).

     

    Vomiting
    Mentre il vomito autoindotto nella bulimia di tipo classico costituisce un rimedio riparatorio all’abuso di cibo, la vomitatrice vomita perché ha imparato ad associare piacere a questo comportamento. Si tratta, pertanto, di una vera e propria perversione, ossia di un comportamento anomalo – di per sé sgradevole – che diventa piacevole.
    L’essere basato sul piacere rende questo disturbo di non facile eliminazione, come per qualunque altro disturbo basato su una dipendenza.
    All’inizio, per queste pazienti il vomito è una soluzione per non ingrassare. Continuando nella pratica, però, la sequenza del mangiare/vomitare si trasforma poco a poco in un rituale sempre più piacevole, fino a diventare nell’arco di qualche mese il massimo dei piaceri, a cui non si riesce più a rinunciare.

    Come affrontarli?
    Il percorso di trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare si occupa dei processi di mantenimento della problematica, concentrandosi sull’eccessiva e distorta valutazione della forma del proprio corpo, del peso e del loro controllo ossessivo.

    Poichè i Disturbi del Comportamento Alimentare sono essenzialmente “disturbi cognitivi“, il fine che ci prefiggiamo di raggiungere è quello di produrre cambiamenti cognitivi, cioè aiutare il paziente a passare da modi disfunzionali di pensare a modalità funzionali, allo scopo di modificare il proprio comportamento alimentare.

    Concentrarsi sui meccanismi principali che sembrano mantenere il problema permetterà di capire il motivo per cui tale problema è auto-perpetuante e resistente al cambiamento. Inoltre, affrontare con successo i processi di mantenimento del problema alimentare offre molti benefici secondari: ad esempio, in genere aumenta l’autostima e la fiducia in se stessi e migliora il funzionamento interpersonale.

    In collaborazione con il Dott. Di Bella (Nutrizionista), proponiamo un lavoro di riabilitazione e rieducazione alimentare che permetta all’individuo di diventare autonomo di fronte al cibo.
    Il trattamento prevede (a seconda delle necessità del paziente):

    • Inquadramento diagnostico
    • Riabilitazione nutrizionale
    • Incontri psicologici e psicoeducazionali individuali
    • Incontri di sostegno psicologico alla famiglia

  • Disturbi d’Ansia

    Date: 2012.07.19 | Category: Disturbi Psicologici | Response: 0

    L’ansia non rappresenta un fenomeno anormale. Si tratta di un’emozione di base, che comporta uno stato di attivazione dell’organismo e che si attiva quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa.
    Può capitare, però, che l’attivazione dell’organismo sia eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alla situazione, in questo caso siamo di fronte ad un Disturbo d’ansia, che può complicare la vita di una persona, rendendola incapace di affrontare anche le più comuni situazioni di vita quotidiana.

    La maggior parte degli individui con problemi di ansia lamentano una lista nuemrosa di sensazioni e di disturbi:

    • palpitazioni;
    • tachicardia;
    • sudorazione eccessiva;
    • sensazione di soffocamento;
    • dolore o fastidio al petto;
    • sensazioni di sbandamento e/o di svenimento;

    I disturbi d’ansia più comuni sono:

    • Fobia: paura eccessiva e non razionale nei confronti di situazioni ed oggetti che non sono realmente pericolosi.
    • Attacchi di panico: episodi brevi ed improvvisi di ansia e terrore caratterizzati da sensazione di soffocamento, dolore al petto, paura di morire.
    • Disturbo Ossessivo-Compulsivo: Rappresentazioni mentali (pensieri, dubbi, paure, immagini, impulsi, flash, ricordi, emozioni, canzoni) che hanno la caratteristica di essere ricorrenti, intrusive, persistenti, spiacevoli e involontarie; tali rappresentazioni sono spesso associate a comportamenti ripetitivi, ritualizzati e intenzionali che hanno lo scopo di prevenire o ridurre uno stato d’ansia.
    • Disturbo Post-traumatico da Stress: sensazione di paura ed orrore persistenti nel tempo, dopo che la persona ha vissuto un evento traumatico.
    • Disturbo d’Ansia Generalizzato: stato permanente di allarme ed agitazione senza la presenza di un reale pericolo per l’individuo.

    Se tu o un tuo caro sentite di avere i sintomi di Disturbo d’ansia, puoi decidere di contattarmi per prendere un appuntamento, oppure solamente per pormi alcune domande.

  • Disturbi dell’Umore

    Date: 2012.07.19 | Category: Disturbi Psicologici | Response: 0

    I Disturbi dell’Umore riguardano quelle patologie e quei sintomi che fanno riferimento ad un’alterazione dell’uomore, cioè il tono affettivo di base che colora l’intera esperienza del soggetto. Esso oscilla lungo un continuum che presenta ad un estremo il polo della tristezza, della sfiducia e dell’abbattimento ed all’altro estremo il polo dell’euforia e della gioia.

    L’umore viene condizionato dagli avvenimenti sia esterni che interni all’individuo: eventi positivi portano l’umore al polo dell’euforia mentre eventi negativi a quello della tristezza. Esite anche la relazione opposta per cui l’esame di realtà è condizionato dall’umore del momento: infatti, in una condizione di malumore tenderemo a vedere in ogni cosa gli aspetti più sfavorevoli, drammatizzando ogni piccolo contrattempo della vita quotidiana; invece, se ci sentiamo felici saremo in grado di affrontare i problemi in maniera positiva e, sicuramente, in modo più efficace.

    Normalmente, il tono dell’umore oscilla lungo il continuum tristezza-euforia in modo continuo; nella patologia dell’umore l’elemento centrale è proprio rappresentato dalla perdita di questa normale oscillazione dell’umore, per cui avviene il blocco dello stato d’animo in una determinata condizione (umore depresso o umore euforico) e senza possibilità di variazioni indotte dagli avvenimenti della vita.

    La realtà, dunque, non è più in grado di modificare il tono dell’umore dell’individuo, al contrario, la condizione dello stato d’animo (tristezza o euforia) continua a condizionare l’esame di realtà: il soggetto con una patologia dell’umore vedrà ogni cosa nell’ottica dettata dal suo specifico stato d’animo.

    I Disturbi dell’Umore si possono dividere in due categorie generali:

    Disturbi Depressivi che comprendono il Disturbo Depressivo Maggiore e il Disturbo Distimico, entrambi caratterizzati da carenza di energia, mancanza di volontà, sensazione di non farcela, pensieri di morte. Oltre all’umore depresso compaiono altri sintomi, spesso così debilitanti da inficiare la qualità della vita:

    • marcata affaticabilità;
    • ridotta capacità di concentrarsi;
    • tendenza a svalutarsi e ad incolparsi;
    • aumento o diminuzione di appetito;
    • disturbi del sonno;

    Disturbi Bipolari che comprendono il Disturbo Bipolare I, il Disturbo Bipolare II e il Disturbo Ciclotimico, caratterizzati da un’alternanza dell’umore che può variare, nei casi più gravi, da importanti forme di depressione ad estremi di euforia.

    Fare diagnosi di Disturbo dell’Umore è fondamentale per poter iniziare un percorso di presa di coscienza della problematica, di controllo e gestione delle emozioni per giungere ad un cambiamento cognitivo e comportamentale.

    Se tu, o un tuo caro presenta Disturbi dell’Umore puoi contattarmi per prendere un appuntamento o per farmi semplicemente alcune domande.

  • Disagio Psicologico

    Date: 2012.07.19 | Category: Disturbi Psicologici | Response: 0

    Il diasgio psicologico può essere descritto come una mancata sintonia con noi stessi, (con i nostri bisogni, desideri) e con l’ambiente. Sentiamo che stiamo attraversando un momento di confusione e, in generale, di crisi.

    I punti di riferimento a cui prima eravamo abituati non sono più validi, quindi dobbiamo rivederli per modificarli o per crearne di nuovi. Questo significa che siamo costretti ad attraversare un periodo in cui siamo “scoperti”: i vecchi riferimenti non vanno più bene, ma non sappiamo ancora come e con cosa sostituirli.

    Il disagio psicologico può iniziare a qualsiasi età. I sintomi possono essere molto diversi, può verificarsi un senso di inadeguatezza, mancanza di motivazione, stati ansiosi o stati depressivi.

    Molto comune è il disagio psicologico di tipo reattivo, cioè verificatosi come conseguenza di eventi esterni e di particolari circostanze della vita, come situazioni di lutto, difficoltà economiche, separazioni, divorzio, perdita del lavoro.
    Altrettanto comune è il disagio psicologico dovuto ad alterazioni dello stato di salute, come le malattie croniche invalidanti o malattie psicosomatiche, dove è necessario trovare un nuovo equilibrio e un nuovo modo di rapportarsi a sè stessi.

    Nella società attuale siamo immersi in una moltitudine di impegni, di responsabilità e di doveri, può capitare di sentirci sovraccarichi, stressati, ecco perchè è importante intervenire affinchè questo disagio psicologico non diventi una vera e propria patologia

    Durante l’intervento psicologico è per me fondamentale intraprendere un percorso di analisi e presa di coscienza della situazione problematica, per passare, successivamente, a lavorare sulle risorse personali per rafforzarle e per migliorare le proprie capacità di pensiero e di comportamento.

    Se tu o un tuo caro vivete una situazione di disagio psicologico, puoi decidere di contattarmi per prendere un appuntamento oppure solamente per chiedere maggiori informazioni.

  • Perchè andare dallo Psicologo?

    Date: 2012.07.19 | Category: Domande Frequenti | Response: 0

    Dott.ssa Manuela Scala – Psicologa

  • Chi si rivolge allo Psicologo?

    Date: 2012.07.19 | Category: Domande Frequenti | Response: 0

    Lo Psicologo è formato e preparato per il primo ascolto, valutazione, diagnosi, orientamento e supporto, relativo a tutti i disagi e disturbi psicologici, ed è la principale figura di riferimento per tutti coloro che vedono compromesso il proprio benessere psicologico.
    Lo Psicologo, dopo l’analisi del problema e tutti gli accertamenti del caso, può intervenire direttamente tramite tecniche di consulenza, di supporto, abilitazione e riabilitazione o se, necessario, indirizzare verso altri professionisti specialisti. Lo Psicologo è la figura di riferimento professionale anche per tutti coloro che desiderano migliorare il proprio benessere psicologico e la qualità della vita propria e altrui, che desiderano un supporto nelle crisi di crescita o nell’adattamento agli eventi più significativi (ingresso scolastico, matrimonio, gravidanza, lutto, etc.).
    Si può rivolgere allo Psicologo chiunque avverta la necessità di una consulenza specialistica:

    • dalla persona in difficoltà,
    • alla famiglia che intende adottare un bambino,
    • dal genitore che desidera migliori relazioni con i figli,
    • agli operatori scolastici e sociali che richiedono consulenze e collaborazioni,
    • dagli imprenditori o aziende per affrontare problematiche relazionali e/o organizzative,
    • allo sportivo per la sua preparazione psicologica.

    Questi sono solo alcuni esempi tra i tanti possibili.
    Attraversare momenti di malessere psicologico può capitare: soffrire di depressione, ansia, attacchi di panico (tanto per citare i malesseri più diffusi) NON è indice di pazzia! Perchè, spesso, le persone hanno paura proprio di questo: credono che soffrire di ansia o attraversare un periodo di depressione equivalga all’esordio della pazzia.
    E poi ci sono i sentimenti di colpa e la vergogna dovuti a retaggi secolari connessi alla sofferenza mentale. Il disturbo è quindi colpa della persona che ne soffre ma anche della famiglia di cui fa parte. Nasce la paura dello stigma sociale: “bisogna” tenere nascosti i sintomi della “malattia” così da non poter essere riconosciuti dalla società.
    I malesseri psicologici sono spaventosi: come si avverte un sintomo ci si spaventa; la prima volta è un trauma che si cerca immediatamente di dimenticare. Ma poi capita che si ripresenti una seconda volta, una terza e poi ancora. E ogni volta la persona fa di tutto per arginare e contenere i “danni” dei sintomi.
    Non ne parla per vergogna e ci si difende sempre più nell’attesa angosciosa che si ripresenti il sintomo. Alla fine però, il sintomo diventa parte della vita della persona, diventando cronico, sepolto sotto tutto ciò che una persona ha fatto per “nasconderlo”, “non pensarci”, “metterlo da parte”.
    Con l’aiuto dello psicologo la persona impara a capire che la mente umana mette in atto le più svariate strategie per fronteggiare le situazioni difficili e/o dolorose: alcuni funzionali, altre no. E quando si presentano le strategie non funzionali, perché limitanti la vita di una persona, l’aiuto di un professionista è fondamentale per imparare nuove strategie per fronteggiare i problemi della vita.
    Questo non vuol dire che la persona sia sbagliata o che il suo modo di vivere sia sbagliato: significa che un problema richiede una soluzione che una persona da sola non riesce a trovare.
    Le strategie che mettiamo in atto di fronte ai problemi, alle sfide che la vita ci pone le impariamo sin dall’infanzia e si consolidano nel tempo, attraverso l’esperienza e la maturità. Alcune strategie ci saranno utili per tutta la vita e in tutte le situazioni. Altre risulteranno inefficaci e questo non perché ci manchi qualcosa e quindi siamo sbagliati ma perché in quella situazione non ci siamo mai trovati prima, quindi non abbiamo gli strumenti adatti per fronteggiarla!
    Diventati adulti è difficile che riusciamo a cambiare un modo di pensare e di agire di fronte alle situazioni nuove; si cerca di mettere in atto strategie che conosciamo o si tenta di trovarne di nuove. Laddove le varie strategie utilizzate falliscono, ecco che si manifesta il malessere, l’ansia, la paura per qualcosa che non sappiamo fronteggiare: condizioni queste normalissime, umane. Infatti, tutte le reazioni emotive e/o fisiche messe in atto in particolari situazioni fanno parte della natura umana e hanno una loro funzionalità, o almeno l’avevano.
    Quindi l’ansia, la depressione, il panico non sono sintomo di pazzia ma reazioni naturali esagerate, frutto di strategie che in quella situazione non sono più funzionali. Lo stesso discorso, certo molto semplicistico, può essere fatto per vari altri disturbi: idee ossessive, disturbi sessuali con l’ansia e il disagio che comportano, disturbi alimentari, fobie ecc.. Manifestazioni differenti di modi di pensare non più funzionali

  • Chi è e che cosa fa lo Psicologo?

    Date: 2012.07.19 | Category: Domande Frequenti | Response: 0

    Nell’articolo 1 della L.56/89, si legge: La professione di Psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

    L’attività dello psicologo ha come finalità quella di favorire il cambiamento, potenziare le risorse e accompagnare gli individui, le coppie, le famiglie, le organizzazioni nelle diverse fasi della vita.
    Per diventare psicologo in Italia è necessario:
    1) conseguire la laurea di secondo livello (quinquennale) in psicologia
    2) effettuare un successivo anno di tirocinio
    3) conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione mediante esame di Stato
    4) iscriversi alla sezione A dell’Albo professionale.
    La legge di riferimento per l‘esercizio della professione di psicologo in Italia prevede l’obbligo di iscrizione all’Ordine, che funge da garanzia per il corretto comportamento deontologico del singolo iscritto all’Albo.
    Lo psicologo opera sia in studi privati (come libero professionista), sia nei servizi pubblici (ospedali, consultori, servizi per l’infanzia e adolescenza, comunità terapeutiche, residenze per gli anziani, scuole, etc).

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