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Archive for febbraio, 2011

  • Educazione e Disturbi del Comportamento Alimentare

    Date: 2011.02.03 | Category: Progetto educativo | Response: 0

    La cattiva educazione può essere causa dei Disturbi del Comportamento Alimentare? Questo è quello che, una volta, una mamma mi ha chiesto.

    Io le ho risposto che i genitori possono aiutare i loro bambini a sviluppare una sensibilità adeguata verso l’impulso della fame, possono quindi fare in modo che riconoscano questa precisa sensazione. Il fatto di non riuscire a distinguere la sensazione di fame da quella di sazietà potrebbe predisporre allo sviluppo di disturbi alimentari.

    Questi ancuni consigli che posso dare.

    Innanzi tutto, è necessario dare ai bambini da mangiare quando sono fisicamente affamati, il cibo non dovrebbe mai essere usato come una ricompensa e dovrebbe essere assunto soltanto nel momento in cui viene avvertita la vera fame, la fame fisica, questa è la cosa più importante.

    È importante, inoltre, ascoltare i bambini per capire le loro sensazioni ed esigenze e mostrare loro rispetto, ma questo non significa che debbano ottenere sempre ciò che desiderano, dovrebbero mangiare ad esempio quando sono affamati e fermarsi una volta sazi, non bisogna mai costringerli, non dovrebbero essere ricompensati con il cibo né puniti trattenendoglielo.

    Ciò che voglio sottolineare è che non si dovrebbe mai dare al mangiare un’enfasi eccessiva, trasmettendo ai bambini che è necessario mangiare soprattutto per soddisfare la fame e offrendogli alimenti adeguati e salutari, non caramelle, panini o cioccolatini!

    La base per lo sviluppo di un Disturbo del Comportamento Alimentare ha origine spesso durante il primo anno di vita ma poi, l’educazione, avrà un ruolo decisivo per la reale comparsa o meno del disordine. L’ambiente circostante deve, soprattutto in questo periodo, rispondere prontamente e adeguatamente alle necessità del bambino, allora, e solo allora, imparerà ad organizzare le varie informazioni che riceve per capirle ed interpretarle; prima che impari ad acquisire questo tipo di padronanza non è in grado di differenziare i suoi bisogni ed impulsi e, se non impara a farlo, crescerà confuso e non riuscirà a distinguere le esperienze biologiche da quelle emotive. Nutrire un bambino rappresenta un’importante forma di comunicazione tra il figlio e i suoi genitori, importantissima per il suo sviluppo ma se questa comunicazione è difettosa perché il genitore crede che il bambino sia affamato, abbia freddo o sia stanco quando in realtà non lo è, al bambino viene impedito di imparare come gestire i suoi bisogni legati al cibo.

    Chi si prende cura del piccolo, quando avverte il suo bisogno di nutrizione gli offre il cibo in risposta al pianto e così egli, a poco a poco, impara a distinguere la sensazione “della fame” da altre tensioni e bisogni. Se invece la reazione dell’adulto non è adeguata, per esempio se lo trascura, se è troppo protettivo o se lo lascia libero senza limiti, il risultato sarà una situazione di confusione e smarrimento; quando il bambino crescerà non potrà distinguere tra la fame e la sazietà, o tra i bisogni nutrizionali ed altre sensazioni di disagio e di tensione.

    Dunque, i genitori dovrebbero incoraggiare i bambini a rispettare i segnali del proprio corpo, in questo modo li aiutano a riconoscere sensazioni di fame e sazietà e ad aver il controllo del proprio appetito.

    Buona educazione!

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