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  • I Disturbi del Comportamento Alimentare: alcuni elementi caratteristici

    Date: 2011.09.23 | Category: Disturbi Psicologici | Response: 0

    I Disturbi del Comportamento Alimentare sono disturbi complessi caratterizzati da un’alterazione del comportamento alimentare e da un rapporto problematico con il proprio corpo e con la propria identità.

    Sono essenzialmente “disturbi cognitivi”, in quanto condividono un nucleo psicopatologico caratterizzato dall’eccessiva valutazione della forma del corpo e del peso e del loro controllo.

    Mentre la maggior parte delle persone si valuta sulla base delle proprio prestazioni percepite in una varietà di aree della vita (p.e., la qualità delle proprie relazioni, le prestazioni professionali, le abilità sportive), i soggetti con Disturbo dell’Alimentazione presentano una valutazione di sé centrata principalmente o esclusivamente su peso e forma del corpo e sulla propria capacità di controllarli.

    L’eccessiva valutazione della forma del corpo e del peso deve essere distinta dall’insoddisfazione per la propria forma fisica, che si riferisce al non apprezzare il proprio aspetto. Al contrario dell’eccessiva valutazione della forma del corpo e del peso, l’insoddisfazione per il proprio corpo è largamente diffusa nella popolazione generale, dunque non si riferisce ad aspetti psicopatologici.

    Le difficoltà principali nella terapia dei Disturbi del Comportamento Alimentare risiedono nella negazione della malattia, nella mancanza di collaborazione delle pazienti, nell’alta frequenza di tentativi di suicidio e nell’elevato rischio di cronicizzazione.

    Il quadro clinico rende ragione del fatto che venga privilegiato un trattamento multidisciplinare che si rivolge a tutti gli aspetti di queste complesse patologie.

    Sono necessari innanzitutto la valutazione internistica delle condizioni fisiche e il trattamento delle complicazioni mediche del digiuno, del vomito e dell’abuso di lassativi.

    Un’indagine accurata delle abitudini alimentari e del bilancio energetico da parte del nutrizionista costituisce una premessa necessaria per la prescrizione di una dieta regolare e adeguata che ristabilisca uno stato nutrizionale normale.

    L’uso di tecniche psicoeducazionali si è dimostrato molto utile per ottenere, attraverso una rieducazione alimentare, una migliore capacità di controllo sull’alimentazione. Nelle famiglie di pazienti con disturbi dell’alimentazione un alto livello di emotività è spesso causa dell’abbandono del trattamento o di una evoluzione sfavorevole; inoltre il carico soggettivo di sofferenza presente nei familiari di pazienti anoressiche è piuttosto alto.

    Queste osservazioni suggeriscono l’utilità di un programma terapeutico che includa un approccio psicoeducativo con i familiari. È quindi indispensabile, soprattutto nelle pazienti più giovani, stabilire un contatto con la famiglia, al fine di fornire un supporto e di ottenere una buona collaborazione.

    Inoltre è fondamentale un percorso psicologico finalizzato ad affrontare i meccanismi di mantenimento della problematica, a definire obiettivi realistici e concreti, a valorizzare le motivazioni al cambiamento e a trovare strategie efficaci nell’affrontare i momenti più difficili legati al problema alimentare.

    Queste pazienti considerano spesso il proprio disturbo come una scelta deliberata che rappresenta il tentativo di risolvere un problema (insoddisfazione di sé, conflitti interpersonali o altro); altre volte il disturbo è vissuto come un impulso che una volontà “debole” non riesce a controllare.

    Deriva da queste premesse la difficoltà con cui la paziente affronta la prospettiva di cambiamento richiesta dal programma di cura. Il trattamento dei Disturbi Alimentari può durare parecchio tempo, però è possibile trovale il giusto equilibrio per vievere bene il rapporto con il cibo.

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