Crea sito

Archive for marzo, 2012

  • Dallo Psicologo? Io? No…

    Date: 2012.03.14 | Category: Disturbi Psicologici | Response: 0

     

    Lo Psicologo ha sempre avuto un alone di mistero e intorno a questa figura si sono creati e consolidati negli anni alcuni falsi miti, dettati dall’ignoranza, dal senso comune o dal timore di essere etichettati come “matti”.

    Ma quali sono i motivi più frequenti descritti da chi non vuole andare dallo psicologo, pur sapendo che potrebbe aiutarlo a risolvere i suoi problemi o ad accrescere il suo benessere?

     

    IO NON SONO MATTO: “Lo psicologo cura i matti!”

    Dietro a questa errata convinzione c’è un retaggio culturale che fatica a distinguere fra medico psichiatra e psicologo, e soprattutto c’è la convinzione che i professionisti della salute mentale si occupino sempre e solo di quadri psicopatologici di una certa gravità.

    Mi è capitato spesso, sia nella mia vita privata sia nella mia pratica clinica, di conoscere persone che si vergognavano di far sapere che andavano da uno psicologo; i timori erano sempre gli stessi, chissà cosa penserebbe la gente di me… Questo pregiudizio si basa su un luogo comune largamente diffuso: chi va in terapia è matto o è seriamente problematico. La realtà è che la maggior parte degli interventi condotti dagli psicologi non riguardano i “matti” e cioè i soggetti psicotici, ma persone che soffrono di varie forme di nevrosi o di disagi relazionali, o persone che stanno attraversando una fase della loro vita particolarmente difficile.

    Molti interventi riguardano inoltre ambiti specifici (la scuola, l’azienda, la palestra) che nulla hanno a che fare con il campo della psicopatologia.

    Andare da uno psicologo è comune e normale, è un modo di prendersi cura di se stessi e del proprio benessere. E mi chiedo: È più “matto” chi si prende cura del proprio benessere o chi, con superficialità e incoscienza, si trascura e ignora la possibilità di stare meglio?

     

    CI VUOLE TROPPO TEMPO: “Non voglio stare in terapia per anni!”

    Il pensiero che un intervento psicologico duri necessariamente mesi o anni può scoraggiare dal richiederlo.

    In realtà esistono vari tipi d’intervento psicologico e solo una parte degli utenti ha bisogno di una vera e propria psicoterapia, erogata dallo psicologo psicoterapeuta. Anche fra le terapie esistono differenze nella frequenza delle sedute e nella durata complessiva.

    Poiché ogni situazione è diversa dalle altre, ogni singolo caso è a sé stante e richiede un intervento “su misura”, più o meno prolungato e approfondito, per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi.

     

    VERGOGNA: “Cosa direbbero i miei amici e parenti se sapessero che vado da uno psicologo?”

    Si tratta indubbiamente di una questione delicata, perché non tutte le persone hanno la cultura e la sensibilità necessarie per comprendere la natura dell’intervento psicologico e il fatto che ricorrere allo psicologo sia segno di coraggio, volontà di risolvere i problemi, responsabilizzazione.

    È importante tener presente che qualunque psicologo è tenuto a non rivelare ad altri l’identità dei suoi clienti e pazienti, e che perciò nessuno conoscerà da lui l’identità delle persone con le quali lavora o ha lavorato.

    Rivelare ad altri che ci si è rivolti ad uno psicologo è una scelta, e chi non desidera farlo sapere deve solo evitare di dirlo ad altre persone.

     

    COSTI: “La spesa non vale il risultato!”

    Rivolgersi ad uno psicologo è un investimento sul proprio benessere: se è vero che un percorso psicologico ha un costo, è vero anche che una vita segnata da difficoltà e disturbi psicologici ha a sua volta un costo.

    Come per tutti gli altri servizi a pagamento per prendere una decisione è necessario rapportare la spesa al beneficio che si può ottenere, per quanto il valore della serenità e del benessere psicologico sia difficilmente quantificabile.

     

    MI BASTA UNA PILLOLA: “Non vado dallo psicologo perché preferisco prendere una pillola!”

    In un’epoca come la nostra dove si cerca di evitare in tutti i modi ogni difficoltà, esistono e si prendono pillole per tutto, senza fermarsi a riflettere che a volte la sofferenza o il disagio sono estremamente utili perché sono campanelli d’allarme che qualcosa non va e che dobbiamo prendercene cura. Un uso indiscriminato dei medicinali può essere molto dannoso… è come se guardando la lavatrice, vedessimo una spia accesa e invece di chiamare il tecnico per comprendere il problema, attaccassimo un adesivo sulla lucetta e ci dicessimo sollevati, “ora non ci sono più problemi”… per ritrovarci poi, pochi minuti dopo, con la casa allagata.

    Gli psicofarmaci sono molto utili, in alcune patologie come gravi depressioni o ansia eccessiva, sono fondamentali per riacquistare un certo equilibrio, ma è indispensabile non sottovalutare il disagio psicologico sottostante. Intanto è opportuno non affidarsi al “fai da te” ma rivolgersi ad un medico psichiatra e può essere molto utile parlare parallelamente con uno psicologo per comprendere le radici del proprio malessere.

    La concezione della terapia farmacologica come metodo che permetterebbe di evitare di parlare del problema può essere deleteria, perché in certe situazioni nulla può sostituire l’elaborazione psicologica del disagio vissuto.

     

    MI BASTA PARLARE CON UN AMICO: Perché dovrei pagare uno psicologo?

    La presenza di persone care, di cui ci fidiamo e che ci comprendono, è di estremo conforto per ognuno di noi. Avere una cerchia salda di confidenti è sano e necessario per un sereno vivere. Parlare con un amico, infatti, può alleggerire dubbi o aiutare a placare il malessere di alcuni momenti, ma difficilmente potrà aiutarci se ci sono problemi più profondi. L’aiuto che può fornire uno psicologo è diverso da quello di un amico: non ci darà consigli, ma ci aiuterà a comprendere le radici dei nostri problemi e a trovare alternative più sane e più consone ai nostri bisogni attuali. La sintonia e l’empatia che si creano tra paziente epsicologo sono potentissime e fondamentali ai fini di un cambiamento, ma sebbene questa intimità sia molto profonda, non si può pensare che lo psicologo sia un nostro amico. È invece una persona e un professionista sinceramente interessato a noi, che ci può sostenere in un momento delicato della nostra vita, aiutandoci a vedere con occhi diversi la nostra situazione.

     

    Dunque, considerato ciò, non esistono ostacoli insormontabili che impediscano di consultare uno psicologo quando si pensa di averne bisogno, perché si vive qualche disagio o perché il suo intervento potrebbe aiutare ad uscire da un momento di crisi, a fare chiarezza nei propri obiettivi e desideri, ad affrontare diversamente le fonti di stress imparando a rilassarsi, a gestire un rapporto difficile con il partner o i figli e così via.

    Superare i pregiudizi e i falsi miti sullo psicologo e la psicologia, dà la possibilità di scegliere liberamente e consapevolmente, di cogliere tutte le opportunità che un intervento psicologico può dare.

    E allora mi chiedo…perché no?

     

Pagine

Archivi

Categorie

Blogroll