• Chi si rivolge allo Psicologo?

    Date: 2012.07.19 | Category: Domande Frequenti | Tags:

    Lo Psicologo è formato e preparato per il primo ascolto, valutazione, diagnosi, orientamento e supporto, relativo a tutti i disagi e disturbi psicologici, ed è la principale figura di riferimento per tutti coloro che vedono compromesso il proprio benessere psicologico.
    Lo Psicologo, dopo l’analisi del problema e tutti gli accertamenti del caso, può intervenire direttamente tramite tecniche di consulenza, di supporto, abilitazione e riabilitazione o se, necessario, indirizzare verso altri professionisti specialisti. Lo Psicologo è la figura di riferimento professionale anche per tutti coloro che desiderano migliorare il proprio benessere psicologico e la qualità della vita propria e altrui, che desiderano un supporto nelle crisi di crescita o nell’adattamento agli eventi più significativi (ingresso scolastico, matrimonio, gravidanza, lutto, etc.).
    Si può rivolgere allo Psicologo chiunque avverta la necessità di una consulenza specialistica:

    • dalla persona in difficoltà,
    • alla famiglia che intende adottare un bambino,
    • dal genitore che desidera migliori relazioni con i figli,
    • agli operatori scolastici e sociali che richiedono consulenze e collaborazioni,
    • dagli imprenditori o aziende per affrontare problematiche relazionali e/o organizzative,
    • allo sportivo per la sua preparazione psicologica.

    Questi sono solo alcuni esempi tra i tanti possibili.
    Attraversare momenti di malessere psicologico può capitare: soffrire di depressione, ansia, attacchi di panico (tanto per citare i malesseri più diffusi) NON è indice di pazzia! Perchè, spesso, le persone hanno paura proprio di questo: credono che soffrire di ansia o attraversare un periodo di depressione equivalga all’esordio della pazzia.
    E poi ci sono i sentimenti di colpa e la vergogna dovuti a retaggi secolari connessi alla sofferenza mentale. Il disturbo è quindi colpa della persona che ne soffre ma anche della famiglia di cui fa parte. Nasce la paura dello stigma sociale: “bisogna” tenere nascosti i sintomi della “malattia” così da non poter essere riconosciuti dalla società.
    I malesseri psicologici sono spaventosi: come si avverte un sintomo ci si spaventa; la prima volta è un trauma che si cerca immediatamente di dimenticare. Ma poi capita che si ripresenti una seconda volta, una terza e poi ancora. E ogni volta la persona fa di tutto per arginare e contenere i “danni” dei sintomi.
    Non ne parla per vergogna e ci si difende sempre più nell’attesa angosciosa che si ripresenti il sintomo. Alla fine però, il sintomo diventa parte della vita della persona, diventando cronico, sepolto sotto tutto ciò che una persona ha fatto per “nasconderlo”, “non pensarci”, “metterlo da parte”.
    Con l’aiuto dello psicologo la persona impara a capire che la mente umana mette in atto le più svariate strategie per fronteggiare le situazioni difficili e/o dolorose: alcuni funzionali, altre no. E quando si presentano le strategie non funzionali, perché limitanti la vita di una persona, l’aiuto di un professionista è fondamentale per imparare nuove strategie per fronteggiare i problemi della vita.
    Questo non vuol dire che la persona sia sbagliata o che il suo modo di vivere sia sbagliato: significa che un problema richiede una soluzione che una persona da sola non riesce a trovare.
    Le strategie che mettiamo in atto di fronte ai problemi, alle sfide che la vita ci pone le impariamo sin dall’infanzia e si consolidano nel tempo, attraverso l’esperienza e la maturità. Alcune strategie ci saranno utili per tutta la vita e in tutte le situazioni. Altre risulteranno inefficaci e questo non perché ci manchi qualcosa e quindi siamo sbagliati ma perché in quella situazione non ci siamo mai trovati prima, quindi non abbiamo gli strumenti adatti per fronteggiarla!
    Diventati adulti è difficile che riusciamo a cambiare un modo di pensare e di agire di fronte alle situazioni nuove; si cerca di mettere in atto strategie che conosciamo o si tenta di trovarne di nuove. Laddove le varie strategie utilizzate falliscono, ecco che si manifesta il malessere, l’ansia, la paura per qualcosa che non sappiamo fronteggiare: condizioni queste normalissime, umane. Infatti, tutte le reazioni emotive e/o fisiche messe in atto in particolari situazioni fanno parte della natura umana e hanno una loro funzionalità, o almeno l’avevano.
    Quindi l’ansia, la depressione, il panico non sono sintomo di pazzia ma reazioni naturali esagerate, frutto di strategie che in quella situazione non sono più funzionali. Lo stesso discorso, certo molto semplicistico, può essere fatto per vari altri disturbi: idee ossessive, disturbi sessuali con l’ansia e il disagio che comportano, disturbi alimentari, fobie ecc.. Manifestazioni differenti di modi di pensare non più funzionali